Questo è un tema che scrissi al primo anno delle superiori, molti anni fa.
La prof pianse dalle risate.
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“DISPOTISMO FELINO”
Attenzione: i contenuti di questo testo sono assolutamente veri.
La mia gatta si chiama Perlina (detta anche Pirla): l’ho chiamata così perché quando era piccola aveva una piccola macchia bianca sotto il collo. Non sapevo che quella macchia sarebbe diventata quanto una casa!
Pirla è talmente grassa che quando la gente la vede dice:
-è un maschio castrato?-
e io -No, femmina.-
-è incinta?-
-No, obesa.-
Pirla è così lardosa che quando sale le scale si fa male. Inoltre deve fermarsi ogni sei gradini perché si stanca… E io non posso aiutarla portandola in braccio perché mi faccio male io!
Ci fu un periodo che Pirla non mangiava, tanto che s’era ridotta a quasi metà del suo peso: a quel punto mi accorsi che Perlina non era obesa: era slabbrata.
Questo perché quando era piccola s’è accoppiata con suo fratello (Tommy, morto investito) e le è rimasta la pancia sformata.
Perlina è nata il 19 marzo 1993; è bellissima: rossa con striature; è diversa da tutti gli altri gatti perché non è né color miele né rosso acceso; attorno agli occhi ha un contorno bianco, ha gli occhi verdi sull’arancio, simili al colore del pelo; la pancia non gliela vedo quasi mai perché quando si mette sottosopra è come uno scarafaggio quando si ribalta, quindi evita di mettersi a pancia in su.
La mia gatta è come una bambola: quando la tocco parla; solo che, al posto di dire “mamma!” dice “mè!”, non ha mai detto né “miao” né qualcos’altro… Ha un vocabolario alquanto ridotto. Ah, si: quando è innamorata grida “mmaao!” tipo quando deve vomitare (sul divano, ovviamente).
Sta con un gatto nero, con la coda mozza e senza un occhio… Contenta lei…
È una vecchiaccia, però le piace giocare come quando era cucciola… A quel tempo il peso le permetteva di saltare in alto. Bei tempi quelli!
È capace di aprire le porte abbassando la maniglia con una zampa, stando su un mobiletto o sul divano accanto la porta.
È una vera consumazione.
Quando le verso il cibo sulla ciotola, lei corre e spesso travolge l’altra gatta, Tiffany… E quella scema le sta dietro ad aspettare il turno! Bwahah!
Tiffany (detta Fanuzza) è una gatta persiana tabby.
È talmente idiota che si spaventa della sua ombra (è vero). Tiffany è la schiava di Perlina: quando Pirla la guarda in faccia con aria minacciosa, come se volesse dire -Ouh, vieni o ti graffio!-, Fanuzza ingrossa le sue pupille assumendo l’aspetto di un gufo e incomincia a leccarla. Sì, Pirla è talmente pigra che è arrivata al punto di schiavizzarla, è una gatta prepotente con manie di grandezza e di monopolio.
A volte cerca di intimidire anche me, soffiandomi in faccia con il suo alito di pecora… E devo ammettere che è a dir poco pestilenziale.
Analizziamo l’utilità di Perlina…
Mia sorella la usa come antistress mentre studia; è uno scambio eguale perché Pirla gode; solo che, ad un certo punto, mia sorella la butta a terra perché la gatta si mette a fusare e a me sembra di avere un cinquantino dentro la stanza.
Mia madre la usa come compagna quando rimane sola a casa; ma non serve a niente perché Pirla dorme tutto il giorno e apre gli occhi solo quando sente il rumore del frigo che si apre.
Mio padre la prende a calci in culo perché è una gatta ladra di cibo: lo ruba e lo va a mangiare davanti agli occhi di Tiffany. Sì, ho una gatta sadica.
Vorrei raccontare un episodio della vita di Perlina…
Nel settembre del 2000, sono partita per una settimana. Mia madre le lasciò sette ciotole piene di “croccantini”: il secondo giorno se li era mangiati tutti; quindi decise di scappare di casa in cerca di cibo. Quando quella cleptomane di mia nonna salì a casa mia per “controllare la situazione” (questa è la versione che ha raccontato… In realtà so bene che voleva curiosare), Pirla scappò correndo per le scale e uscì di casa.
Tornata a casa, non trovai nessuno oltre a Tiffany, che era quasi rimasta senza cibo… Povera fessacchiotta!
Per circa trenta giorni non ebbi notizie di Perlina.
Un giorno mio padre andò in campagna… E la trovò lì!
È apparentemente incredibile, perché Pirla aveva vissuto in campagna solo nei suoi primi mesi, facendo la strada (in macchina) solo due volte! Ma, la mia conoscenza etologica (io sono un’aspirante etologa) ha una spiegazione: in etologia questo fenomeno si chiama “apprendimento latente” ed è una forma di apprendimento empirico inconscio.
Perlina mangia tutto quello che non si muove; infatti, a volte, io ho paura di stare ferma.
Sulla fronte, le strisce formano una M, la M di “mangiona”… Si vede che il suo destino era già stato scritto!
Una volta, in estate, io e la mia famiglia stavamo mangiando in terrazza, Perlina s’aggrappò alla tovaglia: il telefonino di mio padre cadde a terra, due piatti gli caddero di sopra rompendosi… Mio padre si mise a buttare voci gridandole: -io ti ammazzooo!!!- e alla gente del quartiere sembrò che ce l’aveva con mia madre. Infatti un’ora dopo una vicina disse a una sua amica: -U sà, si sciarriaru maritu e mugghieri…!-
Tiffany ha sempre fatto gattini neri col pelo lungo; l’unica volta che ne ha partorito uno bianco… Questo è morto schiacciato… Sotto la pancia di Pirla. Povera anima innocente!
Un’altra volta, Tiffany partorì a terra, sotto una serie di ripiani con delle arance: Perlina gliele fece cadere tutte di sopra, ovviamente. Strage di gattini. In quel momento Tiffany assunse quella sua caratteristica faccia da gufo sconcertato.
Insomma, ho una gatta scema e un’altra dispotica.
L’utilità di Pirla è ancora in dubbio… il certo è che Perlina è sempre stata un’amica (al contrario di Tiffany, che è sempre impegnata a scappare dalla sua ombra), specie quando io era piccola e le tagliavo i baffi, credevo che anche per i gatti fossero “antiestetici”. Boh… Non lo so perché è cresciuta così! Forse ha preso da me! Ahahahah! (risata autoironica)